Notiziario Parrocchiale del 6 novembre 2016 – Anno XV – numero 10

RIFLESSIONI SULL’EUCARESTIA
Inizia da questa domenica (per 5 domeniche) la pubblicazione di alcune riflessioni di don Paolo sul tema dell’Eucarestia, riflessione sollecitata dalle tante cose che si dicono e leggono in occasione del prossimo 500° anniversario della riforma di Lutero, ovvero dello scisma che portò milioni di persone e a separarsi dalla chiesa di Roma. Al termine di queste riflessioni scritte don Francesco Cerini parroco dei Santi Protomartiri in Roma, terrà il 5 dicembre lunedì alle 19.30 un incontro su: Sacramento dell’Eucarestia, riforma protestante e Concilio di Trento.

INCONTRI PER CATECHISTI ED ADULTI
Dopo la pubblicazione del libretto con i vari interventi sull’islam, i catechisti della parrocchia si riuniranno per riflettervi martedì 8 novembre alle 21 a casa di Marina e giovedì 9 novembre alle 21 a casa di Maria (rispettivamente i catechisti dei bambini e dei ragazzi). Venerdì 11 alle 21 ci sarà il primo incontro del gruppo adulti. Per tre mesi don Paolo terrà catechesi sul sacramento della Confessione.

RACCOLTA DI OGGETTI PER VENDITA MISSIONARIA: CONTRIBUITE!
È la prima volta che sollecito i parrocchiani a portare oggetti validi e vendibili per la bancarella missionaria che sarà dall’8 dicembre in poi. Quest’anno (strano e per la prima volta) ne sono arrivati pochi. Riporto alcune indicazioni sulle cose da portare: non si accettano più libri, videocassette e musicassette. Non si accettano piccoli elettrodomestici o apparecchi fotografici oramai non più acquistabili perché superati. Se portate piatti, bicchieri, tazze e tazzine, dovranno essere in servizi completi e non sfusi. I giocattoli devono essere integri e funzionanti e completi (se si tratta di puzzle o giochi da tavolo). Per il reparto tessile, vi preghiamo di portare solo biancheria per casa ovvero tovaglie lenzuola e asciugamano. Grazie a tutti!

INCONTRI DI ACCOGLIENZA
Il gruppo WELCOME della nostra parrocchia giovedì 10 novembre 2016 dalle 15,00 alle 17,30 in via Attilio Friggeri n° 89, continua gli abituali incontri del 2° giovedì del mese. Il prossimo giovedì, esperti del settore spiegheranno come si acquista la cittadinanza italiana e le novità 2016 in tema di prestazioni sociali a favore delle persone con basso reddito. Si avvierà un laboratorio artigianale a complemento dei corsi di italiano e di computer già in corso e si saluterà una persona del gruppo che ritorna nel suo paese di origine.


Domenica 13 novembre, XXXIII Domenica del Tempo Ordinario:
L1: Malachia 3,19-20 | Salmo 97 | L2: 2 Tessalonicesi 3,7-12 | Vangelo: Luca 21,5-19



CONSIDERAZIONI BREVI SUL SACRAMENTO DELL’EUCARESTIA (1)

L’Eucarestia è per i cattolici un sacramento preziosissimo. Come dice il Compendio del Catechismo della chiesa cattolica al n. 274, è fonte e culmine di tutta la vita cristiana, in essa toccano il loro vertice l’azione santificante di Dio verso di noi e il nostro culto vero di lui ed essa racchiude tutto il bene spirituale della Chiesa: lo stesso Cristo, nostra Pasqua. Sono parole forti ma non difficili da capire. Mettono in risalto che nell’Eucarestia, esprimendosi uno dei vertici della fede, si esprime anche uno dei vertici della dottrina. La dottrina non è come il codice penale: non si tratta di regole ma di espressioni e sintesi verbali della fede, nelle quali si raccoglie ciò che dice la Scrittura, la tradizione e ciò che costantemente la gente ha creduto e crede per secoli. Ecco perché si dice che “la dottrina non si tocca”: non è una frase che esprima una tirannia delle pensiero ma che esprime piuttosto la certezza che la fede non può essere cambiata da nessuno, perché anche chi governa nella Chiesa è al servizio di questa fede e non ne è il padrone. Il sacramento dell’Eucarestia nella storia del cristianesimo non è mai andato in crisi dal punto di vista della dottrina. Non si vede d’altronde come si potrebbe misurare una crisi di fede e di “tenuta di una verità” solo con delle statistiche che ci dicano i numeri della frequentazione da parte dei battezzati. Se meno battezzati partecipano alla Messa e se questo si chiama crisi della fede e “secolarizzazione”, ciò non significa che ciò che esprime il sacramento del Corpo di Cristo sia meno vero o subisca una crisi di verità. La realtà è che il sacramento lo hanno criticato (e in parte tentato di demolire) alcuni personaggi della storia nei confronti dei quali la Chiesa ha sempre risposto in modo molto pronto e chiaro. Per essere più chiari, l’affermazione che nell’ostia e nel vino consacrati non ci sono la sostanza del Corpo e del Sangue di Cristo è stata un’affermazione non in sé, ma parte di una più ampia demolizione della fede, che ha prodotto vere e proprie eresie, cioè dottrine sbagliate. Così è stato per l’eresia catara, che non credeva nemmeno nell’Incarnazione di Dio, cioè nel fatto che Dio avesse preso la carne umana. Negava che Dio avesse creato la materia, il corpo stesso dell’uomo, ritenuto solo un “incidente” di percorso, un impiccio in vista della salvezza, per ottenere la quale bisognava addirittura flagellare il proprio corpo, dimenticando che il corpo lo ha creato Dio insieme all’anima. Ovvio che i catari che avevano elaborato una eresia tanto disumana (della quale il nemico più celebre fu Francesco di Assisi) non potevano né volevano credere nel sacramento del corpo di Cristo, al pari del non voler credere nell’umanità del Cristo che era sceso fino al punto di assumere il corpo dell’uomo. Il più celebre negatore del sacramento dell’Eucarestia è stato Martin Lutero, il prete e monaco agostiniano, docente all’università di Wittenberg, ritenuto l’iniziatore di quella che viene chiamata la riforma protestante. Per una serie di circostanze storiche, conseguenti a quanto Lutero iniziò a scrivere e a insegnare, l’insieme delle chiese protestanti che a lui si richiamano non hanno il sacramento dell’eucarestia né vi credono né lo celebrano. Uno degli errori più evidenti e – sembra – incorreggibili dei libri di storia del liceo (e di quei professori di storia che li seguono) è scrivere che i protestanti hanno due sacramenti: quello del Battesimo e quello della cena. È totalmente sbagliato. È vero che i protestanti battezzano sia i bambini sia gli adulti ed è altrettanto vero che, poiché la stragrande maggioranza lo fa nel nome della Trinità, i cattolici accettano il Battesimo protestante come vero e valido e altrettanto fanno i protestanti del Battesimo cattolico. Ma non è vero che quella che è chiamata “la cena” sia per i protestanti un sacramento, certo non come lo intende la dottrina cattolica. La conseguenza è che un cattolico non può “fare la Comunione” in una liturgia protestante e farlo è un atto grave, contro la fede e contro la dottrina. Non è una ragazzata, una cosa “da provare”. Non ha infatti lo stesso valore entrare in una chiesa protestante, ascoltare le Scritture e l’omelia del pastore rispetto a “fare la Comunione”. Primo, perché in tante chiese protestanti la comunione non c’è. Secondo, perché anche dove viene distribuito un pane eucaristico (ovvero un pane di ringraziamento al termine della liturgia) esso non è, per i cattolici, ciò che è l’ostia consacrata. Semplicemente perché sono due cose, due realtà totalmente e radicalmente diverse. Dunque non accostarsi a questo gesto eucaristico protestante è prima una questione di intelligenza che di rispetto delle regole. C’è da dire che anche in una chiesa ortodossa un cattolico, pur partecipando alla liturgia, non può accostarsi alla Comunione. Le chiese ortodosse, nate dallo scisma del 1054 tra Roma e Bisanzio, hanno conservato tutti e 7 i sacramenti, li celebrano con modalità diverse rispetto a quelle cattoliche e celebrano ogni domenica l’Eucarestia avendo la stessa fede in essa, che abbiamo noi cattolici. Non esprimono tale fede con la stessa formulazione ma – ciò è importantissimo – l’Eucarestia è celebrata da sacerdoti validamente ordinati, e ordinati a loro volta da vescovi validamente consacrati. Il motivo per cui non è opportuno fare la Comunione è dovuto alla separazione che ancora vige con gli ortodossi ma è possibile farla, e fare anche la Confessione, chiamando un prete ortodosso quando ci sia urgenza e non si trovi facilmente un prete cattolico che possa essere chiamato. D’altronde – sebbene non sia rigorosamente lecito – capita spesso di dare la Comunione anche da noi a ortodossi (in prevalenza rumeni e ucraini) che, dovendo rimanere la domenica a disposizione dei malati che assistono, non possono recarsi nei tanti luoghi che a Roma sono destinati all’assistenza dei fedeli ortodossi (e che sono tra l’altro edifici cattolici messi a loro disposizione). Cosa assolutamente impensabile con i protestanti, che non hanno i preti, non hanno il sacerdozio consacrato e – tra l’altro – avendo cancellato anche il sacramento dell’Unzione degli infermi non hanno la consuetudine di recarsi al capezzale di un malato.

                               Don Paolo Tammi           p.tammi@tiscali.it                             Continua……


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2017-05-15T22:55:21+00:00 05 novembre 2016|