Notiziario Parrocchiale del 12 marzo 2017 – Anno XV – numero 26

NUOVA SERIE DI SCRITTI SU FATIMA
Iniziano a partire da questa settimana i 3 interventi di don Paolo sul quarto e ultimo tema dell’anno: IL CENTENARIO DELLE APPARIZIONI DELLA MADONNA A FATIMA. Il tema sarà concluso dall’intervento del prof. Pierluigi Guiducci lunedì 27 marzo alle 19.30.

L’ATTIVITÀ PRINCIPALE DI QUESTA SETTIMANA…
…sarà mercoledì prossimo 15 marzo
. In chiesa grande dalle 18.30 alle 19.30 Gabriele Vecchione, un giovane della comunità che verrà ordinato sacerdote il 7 maggio e celebrerà qui la sua prima Messa, farà una testimonianza e un racconto delle vicende della sua vocazione a noi, che siamo la comunità dalla quale egli proviene. Sarà un’oretta di canti e ascolto della Parola di Dio arricchiti dal suo intervento. Anche i ragazzi parteciperanno. Partecipate anche voi, tutti, perché Gabriele è davvero il frutto delle preghiere di tanti ed è un segno di vivacità di una parrocchia che ha sfornato diverse vocazioni di speciale consacrazione! P.S. la Messa verrà comunque celebrata ma in cripta alle 19.

IN QUESTA SECONDA SETTIMANA DI QUARESIMA, INOLTRE:

  • venerdì di Quaresima 17 marzo chi ha deciso di digiunare può farlo a pranzo o a cena. Noi a pranzo ci mettiamo a disposizione alle 13.30 in cripta offrendo una breve meditazione sulla parola di Dio del giorno. Lo farà don Bart o don Gianni. Si può offrire il prezzo del digiuno depositandolo in cripta per i poveri;
  • lo stesso venerdì e lo stesso don Bart presiederà prima la Coroncina alla Divina Misericordia alle 15 in cripta, poi don Paolo presiederà la Via Crucis alle 18.15 in chiesa (animata dai catechisti e dagli animatori degli adolescenti) poi la Messa delle 19;
  • sabato 19 marzo è la festa di san Giuseppe, solennità liturgica per la Chiesa. Le messe peraltro sono feriali, solo quelle del mattino in cripta saranno intonate a tale memoria solenne. Si reciterà il Gloria durante le Messe, a differenza di quanto avviene in Quaresima.

RINGRAZIAMENTO SPECIALE
Ringraziamo una famiglia di benefattori (di cui poi diremo il nome) che ha offerto la rimessa in opera della balaustra dinanzi al confessionale, distrutta quasi un anno fa. A Pasqua avremo tutto a posto!


Domenica 19 marzo, III Domenica di Quaresima:
L1: Esodo 17,3-7 | Salmo 94 | L2: Romani 5,1-2.5-8 | Vangelo: Giovanni 4,5-42



CONSIDERAZIONI BREVI SUL CENTENARIO DELLE APPARIZIONI DELLA MADONNA A FATIMA

Il centenario della apparizioni della Madonna a Fatima è un evento che non si può dimenticare. Perciò abbiamo deciso di dedicarvi un po’ di tempo e un incontro finale col prof. Pierluigi Guiducci. Fatima, in Portogallo, è sicuramente un luogo benedetto. Più che a sensazioni occorre riferirsi a certezze. Certo, è banale dire che Fatima sia peggio o meglio di Lourdes: piuttosto occorre capire che le apparizioni a Fatima sono avvenute in un periodo storico diverso da quello di Lourdes, esattamente 59 anni dopo (nel 1917) e che alla Madonna Dio ha affidato, a Fatima, un messaggio diverso, per certi versi più urgente e anche drammatico di quello affidato a Lourdes a Bernadette, nel 1858. La questione delle apparizioni della Madonna è una questione complessa ma non difficile da risolvere, a livello di fede. E questo dal momento che la Chiesa non ha mai obbligato alcuno a crederci. Ha dato (in alcuni casi, ed è il caso di Fatima) la sua approvazione gerarchica alla verità delle apparizioni, ha detto che si può andare in quel luogo come in un luogo santo e santificato dalla presenza della Madonna e dalla presenza di tanti pellegrini, malati, persone in ricerca. Ma non obbliga nessuno ad andare o a crederci, perché la Chiesa sa e dice che le apparizioni non fanno parte del deposito della fede, di cui fa parte solo il Credo. In poche parole, se la Bibbia è ispirata da Dio ed è da ritenersi tutta parola di Dio, il Credo è la sintesi della dottrina cristiana, ovvero di tutto quello che c’è da credere (nel senso di acconsentirvi con la ragione) per essere cristiani. Nel Credo si dice che Gesù Cristo nacque da Maria vergine, ma non si dice che Maria Vergine sarebbe apparsa né che è apparsa sulla terra. Può sembrare ovvio e scontato ma è così. Se Maria appare e offre dei messaggi, è solo per ribadire quanto già affermato nel Vangelo. Per spiegarlo meglio, per chiarirlo, come una madre – in certo senso – traduce in termini affettivi e più accettabili o comprensibili ciò che ha detto il padre. La riprova di questo si ha in un dato liturgico: né l’11 febbraio (memoria delle apparizioni a Lourdes) né il 13 maggio (memoria di Fatima) i sacerdoti che celebrano la Messa sono “costretti” a ricordare come memoria liturgica questo avvenimento. Si tratta infatti di una “memoria facoltativa” e non obbligatoria. C’è la libertà di sacerdoti e fedeli di ricordare questi eventi, di parlarne, di pregare in modo speciale ma non è un obbligo né una prescrizione. Forse proprio questo rende più “affascinante” sul piano spirituale parlare delle apparizioni di Fatima. La Madonna è apparsa a Fatima in un momento molto duro della storia dell’umanità e dell’Europa. Il 1900 inaugura il XX secolo, un secolo che si pare con i miti della belle époque, della tecnologia, del progresso. Ma in pochi anni le potenze europee si trovano coinvolte – a seguito dell’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914 in cui perse la vita l’erede al trono di Austria, Francesco Ferdinando – in una terribile guerra, la I Guerra Mondiale, chiamata dalla storia “La Grande Guerra”: una guerra nella quale persero la vita milioni di soldati e di civili. Dieci milioni di morti. San Pio X morì proprio alla vigilia della guerra e il suo successore, Benedetto XIV, la definì una “inutile strage”. Il Portogallo decise di rimanere neutrale e proprio in Portogallo ci furono le apparizioni del 1917. Ebbero luogo dal 13 maggio al 13 ottobre del 1917, furono sostanzialmente 6 e coloro che videro la Madonna furono 3 pastori: due fratelli, Francesco e Giacinta e la loro cugina Lucia, che morì il 13 febbraio 2005, dopo una lunga vita che le permise di rivelare ciò che avvenne alla sua presenza e di incontrare, pur nel segreto della clausura, diversi personaggi cui discretamente, nel modo più opportuno, rivelò alcune cose, tra le quali il papa san Giovanni Paolo II e, prima di lui, il cardinale Albino Luciani, che poi divenne papa Giovanni Paolo I, nel 1978. Cosa sono le apparizioni? Sono dei momenti di relazione di rapporto con l’Assoluto, ovvero con Dio. Nell’Antico Testamento Dio non si mostrava nel suo aspetto perché non si poteva vedere. Quando Dio appare a Mosè non si mostra, si fa vedere soltanto attraverso il fuoco del roveto ardente. Quando l’angelo del Signore (nel libro dei Giudici) va a annunciare a Gedeone la nascita di un figlio prodigioso, l’eroe degli ebrei Sansone, provoca in Gedeone una reazione di sconforto: “Ho dunque visto l’angelo del Signore faccia a faccia!”. Ma l’angelo gli replica: “Non morirai!” (Giudici 6, 24). Gli Ebrei sapevano che chi avrebbe visto Dio (di cui nemmeno pronunciavano il nome) sarebbe morto. Invece i cristiani credono che Dio si è rivelato in Gesù Cristo e in Lui avendo preso la carne umana si è fatto vedere faccia a faccia. Da questa dinamica cristiana, da questa fede nell’Incarnazione, nasce la possibilità che anche la Madonna, la madre di Gesù e madre di Dio, appaia e si faccia vedere, sulla terra, per portare messaggi di Dio.

p.tammi@tiscali.it                                                                         Continua….


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2017-05-15T22:55:16+00:00 11 marzo 2017|