Notiziario Parrocchiale del 26 marzo 2017 – Anno XV – numero 28

INCONTRO SULLE APPARIZIONI MARIANE A FATIMA
Lunedì 27 marzo alle ore 19.30 puntualmente inizierà in sala san Pietro (via Friggeri 89) l’incontro con il prof. Pierluigi Guiducci, docente di storia presso la Pontifica Università Salesiana
e autore di diversi libri, sul tema “Cosa ci dicono oggi i cento anni dall’apparizione della Madonna a Fatima”. Sarà un incontro molto interessante, durante il quale tutti potranno porre domande. Sul notiziario di oggi la terza puntata (e ultima) delle considerazioni di don Paolo su Fatima. L’incontro sarà moderato dal dott. Giampiero Guadagni.

PELLEGRINAGGIO ESTIVO
Continuano le iscrizioni al pellegrinaggio a Lourdes dal 1 al 6 luglio. Andremo in questo luogo della Madonna anche per ricordare Fatima. Ogni giorni in segreteria (prevalentemente di pomeriggio ore 17 – 19) ci sono le iscrizioni. Venite!

IN QUESTA QUARTA SETTIMANA DI QUARESIMA, INOLTRE:

  • venerdì di Quaresima 31 marzo chi ha deciso di digiunare può farlo a pranzo o a cena. Noi a pranzo ci mettiamo a disposizione alle 13.30 in cripta offrendo una breve meditazione sulla parola di Dio del giorno. Lo farà don Tomy. Si può offrire il prezzo del digiuno depositandolo in cripta per i poveri;
  • lo stesso venerdì 31 don Bart presiederà prima la Coroncina alla Divina Misericordia alle 15 in cripta, poi don Tomy presiederà la Via Crucis alle 18.15 in chiesa (animata dal gruppo di tutti i volontari della solidarietà e carità in parrocchia), poi la Messa delle 19.

NUOVE RICHIESTE DI ADOZIONE!
Da diverse settimane sono arrivate dallo Zambia richieste di nuove adozioni di bambini poveri. È dal 2004 che la nostra parrocchia si distingue in quest’opera davvero bella. Attualmente ci sono in segreteria 17 da adottare. Grazie a chi vorrà e potrà farlo!


Domenica 2 aprile, V Domenica di Quaresima:
L1: Ezechiele 37,12-14 | Salmo 129 | L2: Romani 8,8-11 | Vangelo: Giovanni 11,1-45



CONSIDERAZIONI BREVI SUL CENTENARIO DELLE APPARIZIONI DELLA MADONNA A FATIMA (3)

La prima parte del segreto rivelato dalla Madonna a Fatima, poi trascritto da Lucia, riguarda l’esistenza dell’inferno. Le parole con le quali Lucia descrive questa situazione e le sofferenze terribili di coloro che sono dannati all’inferno sono un materiale non “politically correct”, specie nella Chiesa attuale. L’inferno, secondo tali rivelazioni approvate dalla Chiesa, esiste e non è vuoto. Maria non parla dell’inferno: lo fa vedere. I bambini, si sa bene, restano più facilmente colpiti e memori delle immagini rispetto alle prediche o alle spiegazioni. Una visione simile non si poteva dimenticare. Maria non sembra preoccupata di ribadire una giustizia “condannatoria” di Dio quanto di dire che la salvezza è possibile ma è da percorrere in una vita che non è certo facile e che, per i cristiani che vogliono dare una autentica testimonianza di fede, è ancora più difficile. Però – come anche pedagogicamente è giusto – la possibilità di fallire la propria vita può aprire ad una vigilanza maggiore sui propri peccati, in particolare sul peggiore: non credere in Dio, non fidarsi di Lui, non annunciarlo e tacere per pavidità, falsificare la verità e la dottrina cristiane per rendersi più desiderabili al mondo. Sono tutte mancanze che fanno parte di un bagaglio di scelte per le quali è evidentissimo che all’inferno non è Dio che mi ci manda, ma scelgo io di andarci, ignorando coscientemente la verità. La seconda visione riguardò la guerra, che stava per finire (la prima grande guerra e Lucia non poteva certo essere informata sulle vicende belliche del tempo). E riguardò anche lo scoppio della seconda guerra, preceduta dall’aurora boreale, ovvero da quel fenomeno atmosferico che tinse di rosso il cielo di mezza Europa e fu visibile a milioni di persone, tanto che ne parlarono i giornali di quasi tutta Europa. Secondo le confidenze di ufficiali nazisti, raccolte al processo di Norimberga, in quella notte tra il 24 e il 25 gennaio del 1938, Hitler avrebbe detto: “Presto l’Europa si tingerà di sangue come questa notte”. E gli storici sanno bene che, se la guerra scoppiò ufficialmente dopo l’invasione nazista della Polonia il 1 settembre 1939, in realtà ciò che portò allo scoppio del conflitto fu la politica di espansione di Hitler, con l’annessione dell’Austria nel marzo 1938, dei Sudeti nel settembre 1939 e della Cecoslovacchia, ancora prima, nel marzo 1939. La conferma storica del segreto, che riguardava fatti politici che è impensabile che Lucia conoscesse, sarebbe dunque piena. Stessa cosa per quanto riguarda la richiesta della Madonna di consacrare la Russia al suo cuore Immacolato, impegno che fu adempiuto prima da Pio XII e poi definitivamente da Giovanni Paolo II il 25 marzo 1984, con la richiesta a tutti vescovi di fare altrettanto nelle loro sedi, consacrazione cui Lucia reagì dicendo che in quell’occasione davvero era stato fatto quello che la Madonna aveva chiesto. La Russia allora era considerata da tutto il mondo occidentale, non solo cattolico, il luogo ove si viveva una condizione di mancanza di libertà e, in particolare dai cattolici, il luogo dal quale si spargevano errori e repressione della fede cristiana. Tale fede, dopo la fine dell’URSS nel 1991, risorse come dalle ceneri nel popolo russo, che è un popolo cristiano, di religione cristiana e di confessione ortodossa, molto legato a quelle tradizioni e devozioni che il comunismo ateo non è riuscito a strangolare più di tanto. Più inquietante è quanto la Madonna rivela sulla persecuzione della Chiesa. Questa era ed è la terza parte del segreto che Lucia rivelò più tardi e che san Giovanni Paolo II volle, nel Giubileo del 2000, applicare a sé stesso. Poiché vi si tratta di un “vescovo vestito di bianco”, colpito e ucciso su una strada in salita verso un monte, Giovanni Paolo sostenne con autorevolezza e convinzione che tale vescovo era lui e che Maria avrebbe voluto salvarlo, nonostante la sua profezia di martirio del vescovo stesso e lo salvò con mano materna. L’attentato che avrebbe potuto costare la vita al papa avvenne il 13 maggio 1981, nel pomeriggio, a opera di Alì Agca, nello stesso giorno (13 maggio) della prima apparizione di Fatima. La pallottola che si fermò miracolosamente prima di danneggiare mortalmente la vena aorta del papa, fu poi dal papa stesso fatta incastonare nella corona della Madonna ed è visibilissima, a occhio nudo, nel piccolo museo ove la corona è conservata. Sono stati non pochi a rimanere dubbiosi di tale spiegazione da parte del papa stesso, sostenendo alcuni che parti del segreto non erano ancora state rivelate e che lo stesso Giovanni Paolo, in un giubileo di riconciliazione come quello del 2000, avrebbe taciuto di altre parti del segreto, ritenendo invece costoro che la persecuzione della Chiesa, oggetto evidente di tale rivelazione, non si era certo conclusa con il fallito attentato al papa ma avrebbe dovuto mostrare ancora le sue conseguenze drammatiche nei tempi che viviamo. Ad alimentare il legittimo dubbio paradossalmente contribuì Benedetto XVI, papa Ratzinger, che visitando Fatima il 13 maggio 2010, fece dichiarazioni molto importanti. Disse che «si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa». E sull’aereo di ritorno da Fatima, disse ai giornalisti che a Fatima, oltre alle sofferenze di un vescovo vestito di bianco, che «possiamo in prima istanza riferire a Papa Giovanni Paolo II», c’è molto altro. Infatti «sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano». E, all’insistenza dei giornalisti, rispose che “quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Molti hanno interpretato tali sofferenze, provocate alla Chiesa dal suo interno, con lo scandalo di pedofilia dei sacerdoti. Ma è davvero solo questo? Sarebbe così assurdo pensare che ciò che farà (o forse sta già facendo) soffrire la Chiesa non sia anche un cedimento della Chiesa al mondo? Una mancanza di risposta alle ansie di fede della gente, una diminuzione di intensità nel dire la verità e un aumento della furbizia nel nasconderla, nel dissimularla, nel renderla più accettabile ai poteri forti di questo mondo? Grazie a Dio la testa esiste per pensare e pensare queste cose non è peccato. Quando poi sembrano attuarsi davanti a noi, è ancor più legittimo ipotizzarle. Ma per ora tacciamo in attesa di ulteriori riflessioni e dell’incontro che presto avremo. Grazie a tutti dell’ascolto.

p.tammi@tiscali.it                                                                         Fine


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2017-05-15T22:55:16+00:00 25 marzo 2017|