Notiziario Parrocchiale del 28 gennaio 2018 – Anno XVI – numero 20

CONTINUANO SUL NOTIZIARIO GLI INTERVENTI SCRITTI…
…che ci prepareranno all’incontro su “Biotestamento approvato dal parlamento: una eutanasia mascherata?”, che sarà tenuto lunedì 26 febbraio alle 19.30 dalla prof.ssa Giovanna Razzano e dalla dott.ssa Dott.ssa Tina Comoretto, medico legale, bioeticista, membro della Pontificia Accademia per la vita. Anche stavolta ospitiamo un’intervista a Giovanna Razzano, pochi giorni prima dell’approvazione della legge.

INCONTRI FORMATIVI PER I GENITORI
Il primo incontro
di don Paolo con gli adulti (in particolare con i genitori dei bambini e dei ragazzi) è stato sui fondamenti generali del testo biblico, il secondo incontro (che si terrà martedì prossimo e mercoledì prossimo, ovvero il 30 e il 31, dalle 18.30 alle 19.30) sarà su “L’Antico Testamento parla di un Dio cattivo? Un Dio che fa il male? Chi ha scritto certe cose (es. diluvio universale, leggi rigide) e perché? L’Antico Testamento va contro la scienza? Chi ha scritto di polvere e costola, di sole che si ferma, di miracoli del mare che si apre e perché?”. Si può scegliere se venire martedì o mercoledì (il mercoledì l’orario è dalle 18.45 alle 19.45).

 NELLA PROSSIMA SETTIMANA DUE MOMENTI FORTI DI PREGHIERA

  • Giovedì 1 primo giovedì del mese dopo la Messa delle 19 il gruppo musicale (che animerà anche la Messa) animerà l’adorazione eucaristica.
  • Venerdì 2 primo venerdì del mese idem per la Messa e per l’adorazione successiva animata stavolta da gruppo dei carismatici. Venerdì 2 è la festa della Presentazione del Signore al tempio (candelora). Le Messe del mattino in cripta (con benedizione delle candele), la Messa della sera in chiesa grande (con processione e benedizione delle candele).

RACCOLTA STRAORDINARIA DELLE OFFERTE
Sabato e domenica prossimi seconda giornata di raccolta speciale per i bisogni della parrocchia. Tra le tante spese extra, stiamo sistemando alcune parti dell’enorme tetto della chiesa e casa parrocchiale e procedendo all’acquisto del nuovo pullmino della parrocchia (il vecchio è da rottamare), per non parlare del quotidiano impegnativo (poveri – aiutati anche dal Fondo speciale per i poveri – bollette, liturgia, decoro della chiesa e via dicendo). Grazie!

BENEDIZIONE DELLE CASE
Anche quest’anno a partire da giovedì 15 febbraio, il giorno dopo le Ceneri, 6 sacerdoti andranno nelle famiglie per incontrarle e benedirle nel periodo quaresimale. Quest’anno i settori interessati saranno: 1) i numeri alti di via de Carolis e via della Balduina più Morpurgo e Gallo; 2) i numeri bassi di via Friggeri, più Quinzio Atta, Braida, Rosso, Lusena; 3) Seneca, Festo Avieno e Polibio; 4) i numeri alti di Medaglie d’Oro, Venanzio Fortunato, Tito Livio e i vari affluenti.


Domenica 4 febbraio, V Domenica del Tempo Ordinario:
L1: Giobbe 7,1-4.6-7 | Salmo 146 | L2: 1 Corinzi 9,16-19.22-23 | Vangelo: Marco 1,29-39



Avvenire 12 dicembre 2017

La giurista Giovanna Razzano: “Si fa saltare la relazione di cura”
(intervista di Marcello Palmieri)

 «Sul consenso informato del paziente non c’è vuoto normativo perché è già un principio generale dell’ordinamento in materia sanitaria». Lo scandisce Giovanna Razzano, professore aggregato di Diritto pubblico alla Sapienza di Roma riflettendo sul ddl da oggi al voto del Senato.
P: A quali norme si riferisce?
R: La Costituzione, la Convenzione di Oviedo e la Carta di Nizza, la legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale e altre leggi, come quelle sui trapianti, nonché il Codice di deontologia medica. Di fatto i medici che operano senza il previo consenso sono condannati civilmente e penalmente.
P: C’è chi sostiene che però manchi una legge sul biotestamento…
Sia la Convenzione di Oviedo sia il Codice di deontologia medica prevedono che il medico tenga conto delle dichiarazioni espresse dal paziente. Ma il biotestamento così com’è disciplinato dalla legge in discussione contraddice il consenso informato, che può essere espresso solo da un paziente in relazione di cura con un medico, mentre questa norma vorrebbe attribuire la facoltà di rilasciare dichiarazioni vincolanti da parte di chi oggi sta bene.
P: Quali rischi si corrono?
R: Che le scelte siano decontestualizzate, ispirate dalla paura per situazioni altrui, compiute senza la dovuta informazione e quindi poco “auto-determinate”.
P: Questa legge serve a evitare l’accanimento terapeutico?
R: Già ora il Codice deontologico e le buone pratiche lo vietano, con conseguenze civili e penali per il medico che somministra trattamenti sproporzionati.
P: La norma sulle Dat non cita l’eutanasia, ma per com’è congegnata ne rimuove nei fatti il divieto, è giuridicamente ammissibile?
R: No, perché non è compatibile con il diritto da cui discendono tutti gli altri: quello alla vita. E il nostro ordinamento costituzionale, nel suo complesso, ha fatto una chiara scelta per la vita, la salute, il sollievo della sofferenza. Non per la morte.
P: Strasburgo cosa ne pensa?
R: Sulla stessa linea. La Corte europea dei diritti dell’uomo, nella sentenza Pretty contro Regno Unito, già nel 2002 aveva chiarito che l’articolo 2 della Convenzione, sulla tutela della vita, non va interpretato come diritto di morire o di scegliere tra la vita e la morte. L’Assemblea parlamentale del Consiglio d’Europa, nel 2012 ha chiaramente auspicato che l’eutanasia venga sempre vietata.
P: Qual è la differenza tra il rifiuto delle terapie e l’eutanasia omissiva?
R: Il rifiuto delle terapie da chi è cosciente, già ora possibile senza nuove leggi, potrebbe avere intenti eutanasici nell’intenzione di chi rifiuta. Per capirci: una persona che chiede la sospensione di idratazione e alimentazione artificiali, che ancora le sono di beneficio, ma che vuole morire, è in una prospettiva eutanasica. Diverso il caso di chi rifiuta l’ennesimo ciclo di chemio, consapevole che la propria vita probabilmente si accorcerà ma conscia che la morte, non voluta, è ormai ineluttabile. L’eutanasia omissiva, insomma, implica l’uccisione di un paziente per sottrazione di cure proporzionate e dovute.
P: Tra i nodi della legge c’è la questione delle persone prive di coscienza o incapaci: cosa succede se si verifica un contrasto tra coloro che la rappresentano e il medico?
R: Deciderà il giudice tutelare, ma è gravissimo che scelte simili non siano compiute da un clinico, incontrato col diritto alla salute nell’articolo 32 della Costituzione. E pure con il Codice di deontologia medica, secondo cui ogni sanitario dovrebbe agire secondo scienza e coscienza. Qui invece sembra debba sottostare a un provvedimento giudiziario.

(Tratto dall’intervista a Avvenire 12 dicembre 2017)


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2018-01-25T23:14:38+00:00 26 gennaio 2018|