Notiziario Parrocchiale dell’11 febbraio 2018 – Anno XVI – numero 22

CONTINUANO SUL NOTIZIARIO GLI INTERVENTI SCRITTI…
…che ci prepareranno all’incontro su “Biotestamento approvato dal parlamento: una eutanasia mascherata?”, che sarà tenuto lunedì 26 febbraio alle 19.30 dalla prof.ssa Giovanna Razzano. La dott.ssa Tina Comoretto, medico legale, bioeticista, membro della Pontificia Accademia per la vita non potrà più partecipare. Verrà invece il dottor Giuseppe Casale, medico oncologo, direttore generale e scientifico di Antea Onlus e membro della Commissione Ministeriale per l’applicazione della legge 38/2010 sulle cure palliative. L’intervento di questa domenica è di Giacomo Rocchi, giudice di Cassazione dal 2012, presidente del Comitato Italiano Verità e Vita (sul retro).

INIZIA LA QUARESIMA

  • Mercoledì 14 febbraio Mercoledì delle Ceneri (giorno di digiuno per chi può) le Messa in chiesa grande saranno alle 7.30, alle 8.15, alle 9, alle 11, alle 17, alle 19. Non saranno imposte le Ceneri fuori dalla Messa.
  • Venerdì 16 febbraio primo venerdì di Quaresima. La legge della Chiesa indica o di ripetere il digiuno o di mangiare con moderazione, togliendo la carne. In cripta sarà esposto il Santissimo Sacramento dalle 9.30 sino alle 18. Sarà un primo venerdì di prova: occorre iscriversi per almeno mezz’ora di adorazione per garantire la presenza dinnanzi al Santissimo. I fogli saranno ogni domenica in chiesa e dal lunedì saranno spostati in cripta.
  • Ogni venerdì alle 13.30 ci sarà la liturgia della Parola con l’offerta per i poveri derivante dal digiuno (in cripta) e la Via Crucis alle 18.15 in chiesa.
  • I due momenti di preghiera del venerdì (13.30 e 18.15) saranno presieduti da: 1) don Luis il 16/2; 2) don Gianni il 23/2; 3) don Bart il 2/3; 4) don Paolo il 9/3; 5) don Giacomo il 16/3; 6) don Gianni il 23/3. Animati nell’ordine dal gruppo di preghiera di padre Pio, dal gruppo dei catechisti dei bambini, dal gruppo dei carismatici, dal gruppo dei catechisti dei ragazzi, dai gruppi Caritas, Doniamoci il tempo, Amici di Simona (insieme), dal gruppo dei genitori.
  • Altro momento di preghiera del venerdì in cripta sarà la Coroncina alla Divina Misericordia alle 15 e a seguire il Rosario, sempre presieduti da un sacerdote.
  • La lectio divina che accompagnerà la preghiera biblica della Quaresima sarà tenuta tre volte da don Paolo dalle 19.30 alle 20.30 in chiesa. Lunedì 19 febbraio, lunedì 12 marzo, lunedì 26 marzo.
  • Per la benedizione delle famiglie saranno affissi cartelli tre/quattro giorni prima nei settori già scritto più volte sul notiziario.
  • A tutti si indica la santa opportunità di fare una buona Confessione in quaresima. Una buona confessione non si fa all’ultimo momento il sabato santo prima della Veglia (dopo quasi 47 giorni di Quaresima) e nemmeno si fa possibilmente la domenica durante la Messa.

Domenica 18 febbraio, I Domenica di Quaresima:
L1: Genesi 9,8-15 | Salmo 24 | L2: 1 Pietro 3,18-22 | Vangelo: Marco 1,12-15



INTERVENTO DI GIACOMO ROCCHI, giudice di Cassazione dal 2012, presidente del Comitato Italiano VERITÀ E VITA (da una conferenza tenuta presso la sede dell’associazione FAMILGIA DOMANI)

La morte procurata di Patrizia Cocco – la sua uccisione ad opera dei medici, questa è l’espressione corretta che, ancora per poco, ci lasceranno usare – è un evento che parla da solo sul reale contenuto di questa legge che, ormai da molti mesi, cerco di spiegare dove vengo invitato.
A cosa serve la legge sulle DAT? Ad uccidere i malati, prima che la natura faccia il suo corso.
Nient’altro: non serve ad altro! Anzi, sì: serve ad uccidere anche i disabili o i malati gravi, anche se non l’hanno chiesto; serve a non salvare la vita – anche quando è possibile – di persone che hanno perso la coscienza.
Cosa serve la sedazione palliativa profonda prevista dalla legge? Ad uccidere il paziente senza farlo soffrire (ndr. solo quando si ha una specifica intenzione di eutanasia, come risulta dal precedente intervento del dottor Italo Penco).
Il dolore per quanto è avvenuto e per quanto avverrà regolarmente da oggi in poi non ci deve impedire di ragionare, almeno su alcuni aspetti. Questa è una legge ingiusta: integralmente ingiusta! Fanno sorridere amaramente gli incontri organizzati anche in ambito cattolico sulle “luci ed ombre” della legge sulle DAT. Possibile che soltanto pochi hanno il coraggio di affermarlo esplicitamente?
Delle leggi ingiuste contro la vita emerge subito una caratteristica: la “procedura”, l’esistenza di una “commissione”; dalle notizie emerge che, immediatamente prima dell’uccisione della paziente erano presenti “oltre ai testimoni, uno psicologo, il medico palliativista, rianimatore, anestesista e un medico di base”; la procedura ha previsto quattro “sì” e poi la “procedura” è stata avviata. La procedura – il verbale, i timbri, le firme – permette di dire: “è tutto a posto” e copre (coprirà sempre di più, nei prossimi anni) la sostanza: l’uccisione di una donna.
La legge sull’aborto agisce allo stesso modo: occorre una domanda, un colloquio, un certificato, il decorso di sette giorni…tutto è a posto, ma l’uccisione del bambino scompare.
Il Protocollo di Groningen – quello che permette l’uccisione dei neonati malati sulla base dell’aspettativa sulla loro qualità di vita – prevede una Commissione medica (verbali, timbri, firme…).
Una seconda caratteristica: l’autodeterminazione. Ovviamente la prima donna uccisa aveva chiesto di farla finita da anni; nei prossimi mesi, però, inizieranno ad essere uccisi pazienti che non lo chiedevano da anni o che, forse, non lo avevano mai chiesto prima. Sì, perché l’uccisione di una malata di SLA renderà normale (sì: normale) la domanda – implicita od esplicita – ad ogni malato di SLA: cosa vuoi fare, vuoi continuare a peggiorare, a che punto smetti? Allo stesso modo, oggi, è normale la domanda ad una donna incinta: che fai, lo tieni o abortisci? E se c’è qualche problema, la domanda normale è ormai: non vorrai mica tenerlo?
Vogliamo parlare dei medici? Lo psicologo che ci stava a fare, a garantire che tutto andava bene, che la signora era cosciente? Il medico palliativista si è accorto che – in pochi giorni – il significato della sua specializzazione è radicalmente mutato? E l’anestesista, abituato a sedare o addormentare le persone prima di un’operazione con la speranza di vederle risvegliarsi guarite?
Lo sappiamo tutti: da quando c’è una legge che ha legalizzato l’aborto, vi sono alcuni medici che hanno acconsentito a mettere la loro arte al servizio della morte dei bambini; quindi non ci stupiamo affatto che si siano trovati quattro medici pronti ad eseguire le volontà di morire della paziente (non mancarono nemmeno medici e infermieri pronti a sopprimere Eluana Englaro…): piuttosto, dovremmo scandalizzarci che la legge non prevede l’obiezione di coscienza! Temiamo che, molto presto, molti professionisti sanitari che lavorano negli ospedali saranno chiamati a fare esattamente quello che hanno fatto i loro colleghi e che sarà per loro assai arduo rispondere di no.
La legge è questa: anzi, è molto peggio e lo vedremo giorno dopo giorno. Cosa fare? Sappiamo tutti che le leggi ingiuste educano la società, quindi occorre fare controeducazione e, soprattutto, non smettere mai di ribadire la loro natura malvagia.
Abbiamo, però, bisogno di insegnamenti autorevoli che sappiano dire tutta la verità, con coraggio e libertà.
Fra qualche mese, poi, iniziamo a domandarci: ma in fondo, non è forse una cosa buona che un malato di SLA che vuole morire possa essere ucciso senza soffrire? La risposta che ciascuno di noi darà a se stesso sarà una cartina di tornasole della nostra umanità residua.


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2018-02-08T22:17:52+00:00 09 febbraio 2018|