Notiziario Parrocchiale del 25 febbraio 2018 – Anno XVI – numero 24

INCONTRO SUL BIOTESTAMENTO
Finalmente lunedì 26 alle 19.30 ci sarà l’incontro su “Biotestamento approvato dal parlamento: una eutanasia mascherata?”, si svolgerà in sala san Pietro a via Friggeri 89 e i relatori saranno la prof.ssa Giovanna Razzano, docente universitario di diritto pubblico e il dottor Giuseppe Casale, medico oncologo, direttore generale e scientifico di Antea Onlus e membro della Commissione Ministeriale per l’applicazione della legge 38/2010 sulle cure palliative. Saranno presentati e introdotti dal dott. Giampiero Guadagni. L’ultimo intervento di questa domenica, il sesto, è di don Paolo.

MOLTI ALTRI AVVENIMENTI IN QUESTA SETTIMANA

  • Martedì 27 ore 18.30 – 19.30 e/o mercoledì 28 ore 18.45 – 19.45 don Paolo terrà per genitori e adulti non genitori il terzo incontro sulla Bibbia. Ecco il titolo: L’Antico Testamento: che significa che Dio sceglie Israele come popolo? Che valore ha questo oggi nella presente situazione del Medio Oriente? È cambiata la promessa di Dio? Qual è il pane del cammino che Dio dà al popolo ebraico e a tutti: cosa sono le dieci parole, i comandamenti?
  • Giovedì 1 Marzo la Messa delle 19 sarà in chiesa grande animata dal gruppo “Cantiamo a Maria” cui seguirà l’adorazione eucaristica animata da don Bart.
  • Venerdì 2 secondo venerdì di Quaresima ci sarà per la III volta l’adorazione eucaristia in cripta dalle 9.30 alle 18, per la quale si prega chi vuole di segnarsi sull’apposito tabellone. Alle 13,30 in cripta e alle 18.15 in chiesa grande i momenti di preghiera saranno animati da don Bart con l’ausilio del gruppo dei carismatici. Dopo la Messa delle 19 di venerdì 2 don Bart proseguirà con chi vuole l’adorazione eucaristica.
  • Sabato 3 marzo la nostra catecumena Gloria (una catecumena è un’adulta che si prepara a ricevere la notte di Pasqua tutti i sacramenti essenziali della fede, ovvero il Battesimo, la Cresima e la Comunione) vivrà due momenti importanti 1) alle 18,45 in chiesa grande don Paolo la accoglierà nel cammino (iniziato già da tempo) con il rito dell’ammissione. Subito dopo durante la Messa delle 19 don Paolo compirà con Gloria il rito dell’elezione e iscrizione del nome cristiano. Domenica 4 marzo alla Messa delle 11 don Paolo darà a Gloria il I scrutinio della fede.

Domenica 4 marzo, III Domenica di Quaresima:
L1: Esodo 20,1-17 | Salmo 18 | L2: 1 Corinzi 1,22-25 | Vangelo: Giovanni 2,13-25



L’interesse dato al tema del BIOTESTAMENTO nella nostra comunità parrocchiale è stato indubbiamente straordinario (ovvero, fuori dall’ordinario) rispetto alla risonanza che il tema stesso ha ricevuto nel dibattito culturale e politico in Italia, in genere, e in particolare anche rispetto all’attenzione che gli hanno dato le dichiarazioni dei politici cattolici e dei pastori della Chiesa italiana. Sta di fatto che tale legge (denominata legge 22 dicembre 2017, n. 219, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 16 gennaio 2018) è stata approvata sotto un governo guidato da un cattolico, Paolo Gentiloni, con ministri cattolici, un fatto (questo) che peraltro non stride più di tanto con quanto avvenne sotto Matteo Renzi o prima ancora sotto Giulio Andreotti. Sarebbe da fare una prima (amara?) considerazione sulla valenza che i cattolici in politica e/o al governo pensano di avere e auto interpretano della loro presenza. A volte, va riconosciuto, non hanno i numeri per opporsi apertamente, perché in democrazia vale la legge della maggioranza, tuttavia sconcerta un po’ che, a dover registrare voci di dissenso nel mondo cattolico, si debba andare a cercare con l’aiuto del lumicino quelle poche voci nettamente messe in minoranza, che non solo hanno dissentito ma anche hanno motivato il dissenso. Quel che abbiamo raccolto sul notiziario parrocchiale lungo 5 settimane sono state voci cattoliche che, argomentando in base non prevalentemente alla fede ma alla scienza e alla ragione, hanno cercato di dimostrare almeno tre cose chiarissime. La prima. L’iniquità di una legge che, sulla base di dichiarazioni anticipate di trattamento fatte da un cittadino anche appena maggiorenne, costringa il corpo medico ad attuare pratiche di sospensione di cure ritenute necessarie, semplicemente mettendolo al riparo da eventuali denunce. Tra queste costrizioni alle quali il medico dovrà soltanto sottostare rientra gravemente la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione, messe sullo stesso piano di una flebo, di un sondino naso-gastrico, di un respiratore, ovvero considerati mezzi ordinari, che si possono sospendere rientrando essi nella disponibilità alla vita del paziente che dichiara questo (de medico chiamato sempre a somministrare mezzi di vita). La seconda. L’inutilità e artificiosità di una simile legge, che ignora tutto il cammino fatto dalla medicina palliativa, ovvero da quella medicina che cura il dolore e che si è presa da tempo il compito non di fare l’eutanasia mascherata ma di accompagnare il malato molto sofferente attraverso la sedazione anche (se necessaria) profonda, a una morte dignitosa, che non è certo il suicidio assistito (va ricordato che all’ambito delle cure palliative appartengono anche cure di natura psicologica, relazioni con i familiari più favorite di quelle che si fanno di solito negli ospedali, la creazione di un ambiente più sano e accogliente, come chiunque sia stato in una di queste cliniche ha potuto vedere con i suoi occhi). La terza. L’impossibilità (contro ogni dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino) per medici e infermieri di fare obiezione di coscienza e la correlata impossibilità per strutture che si ispirano al rispetto della vita morente di fare altrettanto. Una legge dunque iniqua e inutile. Perché è stata fatta? Perché l’Italia (tra le altre cose, questo si è detto) era l’unica a non averne una in Europa. L’Europa! Ecco la parolina magica, la password che apre a ogni sciocchezza: l’Europa. Basta dire “Europa” per dire di tutto e di più (inviterei alcuni dei nostri politici o giornalisti ad andare in una classe di liceo per chiedere a un ragazzo di quali stati è fatta l’Europa). La nostra alma mater Europa giustifica tutto. Stessa cosa si era detta quando in Italia fu “finalmente” fatta la legge per regolarizzare coppe di omosessuali (offrendo loro prebende e sgravi mai offerti a coppie eterosessuali). Stessa cosa fu detta quando la Corte Costituzionale a più riprese abbatté a pezzi la legge sulla fecondazione in vitro, approvata (ecco il peccato originale) da un governo non di sinistra e per ciò stesso non troppo “europea”, pur se confermata da un referendum abrogativo che fallì per mancanza del quorum. Ebbene questa legge di ieri è divenuta la legge di oggi, tutta modificata, che porta ormai ad un passo dalla liceità della fecondazione eterologa, quella (per capirci) in cui si può utilizzare il gamete di un donatore esterno e, a pochi passi da lì, anche l’utero in affitto. Evviva l’Europa! Evviva la madre superiora! Ha proprio ragione papa Francesco quando definisce l’Europa come una “nonna sterile”: abitata in gran parte da persone anziani, in tragica crisi demografica, necessitata (si fa per dire) a dare cittadinanza a figli di stranieri per essere ripopolata. Un’Europa non concentrata sui grandi temi dell’economia, del bene comune, dei valori di legge naturale ma piuttosto in corda per dimostrare che stili di vita diversi possano esser livellati, senza tenere alcun conto delle differenze culturali e religiose. Ma diamo oramai la parola agli esperi che domani lunedì 26 marzo verranno a illuminarci di più sul tema del rispetto della vita e della “dolce morte”.

                                                                                              don Paolo


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2018-02-22T22:12:43+00:00 23 febbraio 2018|