Annunciazione del Signore

Annunciazione del Signore

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei (Lc 1,26-38).

“Il Signore è con Te” dice l’angelo Gabriele. È mandato da Dio. “Sono la serva del Signore. Avvenga per me secondo la tua parola”. Una ragazzetta di 14-15 anni capisce poco di quello che l’angelo dice (Come avverrà questo?), ma la sua risposta è pronta: Fiat voluntas tua. Dio è al centro della sua vita, di ciò che le è accaduto, le accade e le accadrà. È la fede in Dio.
Ma quale Dio? Un Dio lontano al quale si deve rispetto? Un Dio che appartiene al mondo astratto? Un Dio al quale elevare templi, sinagoghe, chiese, moschee? Un Dio verso il quale andare con sacrifici e offerte come nel mondo pagano?
No, è un Dio concreto che viene all’uomo, un Dio di Salvezza che viene verso ogni uomo, anche se lui non lo sa, anche se è fuori del gregge.
Dobbiamo cambiare mente, comprendere che quell’Annunciazione ha cambiato tutto, non è l’uomo che va a Dio, ma è Dio che tramite Maria va all’uomo, aprendo una strada che l’uomo antico non prevedeva, con Gesù che dice: Le mie vie non sono le vostre. Aprire ogni giorno le porte alla Sua venuta, nella fede: Domine adauge fidem meam.
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Ricordava Padre Ernesto Balducci che alle elementari a Santafiora, paesino di minatori sul Monte Amiata, gli capitò come compitino in classe di analisi grammaticale: Che cosa è per te Dio o qualcosa di simile. Regola aurea – gli aveva insegnato la Maestra – è che è astratto ciò che non si vede, concreto ciò che si vede. Ci pensò a lungo e però scrisse: concreto. E nella sua predicazione domenicale ricordava (e scriveva) che con l’Annunciazione è Dio che tramite Maria va ad ogni uomo.
Luigi Frati

Per il Vangelo di oggi, vorrei considerare la Festa dell’Annunciazione come la festa della vocazione personale di ciascuno di noi. Andando ad approfondire il saluto dell’angelo infatti spiccano le ultime parole: “il Signore è con te”.
Nell’Antico Testamento la presenza di questa frase è accompagnata ad un momento di chiamata di qualcuno al progetto che Dio ha per lui. Partendo da questo punto diventa più chiara anche la prima reazione di Maria nel domandarsi il senso di tale saluto; Maria si chiede a che cosa il Signore la sta chiamando, è infatti quello che l’angelo le spiega nella frase successiva. La vocazione di Maria è unica ed inimitabile, tuttavia anche ognuno di noi ha una chiamata specifica dal Signore per servirlo in un progetto di vita cristiana. San Francesco ha avuto una vocazione diversa da Sant’Agostino, da Santa Teresa di Calcutta, da San Pio da Pietrelcina; ogni chiamata è unica! Per questo potremmo sfruttare questo periodo, in cui saremo di più a casa per forza maggiore, raccogliendoci maggiormente in preghiera chiedendo, tramite lo Spirito Santo, la luce per comprendere qual è la vocazione che Dio ci propone; chiedendogli anche, per intercessione di Maria, di saper rispondere allo stesso modo, con quel fiat umile ed aperto alla Sua volontà.
“Non temere…hai trovato grazia presso Dio”
Queste parole devono esserci di conforto nella ricerca, noi tutti abbiamo trovato grazia presso Dio, ossia noi tutti, in quanto figli, siamo guardati da Dio con benevolenza. Affidiamoci quindi al Padre in questo momento di crisi anche sociale affinché la nostra fede non vacilli nel portare a compimento l’opera di Dio in noi.
Cristian Molella

Data

Mar 25 2020

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