Mercoledì delle Ceneri

Mercoledì delle Ceneri

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Anche quest’anno la Liturgia della Chiesa ci offre un tempo forte, quello della Quaresima, che, come per l’Avvento, ci propone di vivere un grande mistero della fede, il più grande per noi cristiani: la Pasqua del Signore Gesù!
Viviamo inseriti nella storia, in un tempo e in uno spazio, e abbiamo bisogno di segni tangibili che aiutino la nostra fede nel processo di crescita e di adesione a Gesù. La Quaresima è il tempo di una più vera ed autentica espressione di partecipazione al mistero pasquale e proprio per questo siamo chiamati ad andare all’essenziale, ad uno stile ancora più sobrio, ad una postura della fede
che fa del silenzio esteriore la “cartina di tornasole” di quello interiore.
Creiamo degli spazi di digiuno e di deserto da tutto ciò che è superfluo e ci distrae dall’accompagnare il Signore, con la preghiera e le opere, verso Gerusalemme, la città in cui incontrerà la morte e attraverso la Resurrezione ridarà a tutti noi la vita.
Mettiamoci in ascolto di questo tempo, leggendo quotidianamente la Scrittura, dando più spazio alla meditazione personale, vivendo con fedeltà i Sacramenti e posiamo il nostro sguardo contemplativo sugli avvenimenti, per trasportare il tutto nel nostro mondo interiore assetato di ricerca di Dio e di Verità.
Clemente d’Alessandria, trattando dell’amicizia, scrisse: «l’uomo spirituale tratta con Dio come con un amico intimo: da cuore a cuore». Lasciamoci convertire, allora, il cuore seguendo i tre consigli evangelici della preghiera, del digiuno e della carità.
Sarà il nostro modo per presentare a Dio una situazione, un problema personale, per ottenere un’illuminazione, un’ispirazione, la forza per compiere la volontà di Dio o semplicemente il coraggio
per prendere una decisione.
Ci vuole certamente tanta umiltà e tanta cenere, quella che cade sul nostro capo in questa giornata, per ricordare la verità della nostra vita: essere cenere per ricapitolare tutto in Cristo, il quale nello Spirito ha redento la nostra creaturalità voluta ed amata dal Padre.
Don Andrea

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Feb 26 2020

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