Il nostro quartiere prende il nome dal Vicolo della Balduina che, secondo un bando del 1764 era una strada pubblica fuori di Porta Angelica; questo vicolo, iniziando dalle pendici di Monte Mario, attraversava la consolare prima di San Lazzaro.

La strada prendeva nome da una tenuta di proprietà di Balduino del Monte, appartenente ad una famiglia gentilizia che annoverava tra i suoi antenati un famoso Balduino, archiatra pontificio all’epoca di Papa Giulio III.

Nelle «taxae viarum» che si riferiscono al periodo di tempo intercorso tra il 1623 e il 1810, spesso si fa menzione della suddetta Balduina e possiamo ricordare un documento del 1706 riguardante la manutenzione del fosso che attraversava la Balduina e le spese per ridurre in buono stato la via rovinata a causa delle piene di detto fosso e per la costruzione di un nuovo ponte.

La via, come abbiamo detto era molto più lunga di quella odierna, partiva da quella che ora è la Circonvallazione Clodia e attraversava un’antica zona di cave di creta e di fornaci; con la costruzione del Viale di Monte Mario, ora Medaglie d’Oro, nei primi del 1900, essa fu tagliata in due parti: quella sulla destra scomparve, ne rimase un tratto sulla sinistra, come un viottolo di campagna tra canneti ed orti.

Quindi per la costruzione del Viale della Circonvallazione Trionfale, nel 1939, vennero espropriati alla Balduina la fornace già Campos e i luoghi annessi, e nel 1941 si procedette all’esproprio di una area, di una vigna, di una casa rurale della Società Edilizia Finanziaria. Solo dopo il 1950 il quartiere della Balduina cominciò a popolarsi, le case si infittirono, le vie si moltiplicarono”.

Proprio a seguito di questa urbanizzazione, sorse l’esigenza di una presenza cristiana stabile ed organizzata: la Parrocchia, che venne dedicata a San Pio X, proprio negli anni ’50 beatificato e canonizzato.
Sarebbe senz’altro eccessivo e quasi impossibile raccogliere la storia di questi quasi 50 anni di vita della Parrocchia. Ci limitiamo per ora a ricordare come persone ed avvenimenti più significativi: don Angelo Valeggiani, 1º parroco nei primi 5 anni di vita della parrocchia fino al 1963; don Giacinto Scaglione, 2º parroco dal 1963 fino al 1991; don Antonino Ubaldi, 3º parroco dal 1991 fino al 2001; la visita dei Papi Paolo VI per la Quaresima del 16 febbraio 1964, e Giovanni Paolo II per la visita pastorale del 31 gennaio 1993.

Lasciamo quindi ai tanti fedeli amici della parrocchia il ripercorrere i ricordi cari e meno cari di tanto cammino. Certamente una cosa è sicura e valida per tutti: la parrocchia ha senz’altro percorso un grosso cammino di fede e di comunità, che certo non è terminato né compiuto, ma per il quale ci sono premesse e disponibilità più che favorevoli. Tutti ci impegniamo ancora a farlo proseguire sulla via che la Provvidenza ci ha indicato ed in parte già tracciato.

Siamo invitati ad un momento di gratitudine al Signore proprio per il dono della nostra parrocchia e ad un rinnovato impegno di sempre più piena vita cristiana, per noi e per tutti i nostri fratelli.