In molti ambiti Giugno è il mese delle conclusioni e anche per i laboratori teatrali dell’Auditorium San Pio X giunge il tempo di chiudere l’anno formativo con degli spettacoli di fine anno. Questo è già il secondo anno per i laboratori teatrali che hanno riscosso particolare interesse: tre sono i laboratori interessati, divisi per fasce di età ma aperti a tutti, a chiunque voglia trovare uno spazio in cui esprimersi e mettersi in gioco.

I primi a salire sul palco sono i membri del Laboratorio Adulti guidati dal loro insegnante Lorenzo di Matteo che sabato 7 giugno in due orari alle 18.30 e alle 21.00 portano in scena “Il drago”. L’opera è di Evgenij Schwartz, scrittore sovietico che compose la commedia nel 1943, durante Seconda Guerra Mondiale. Nel pieno della lotta contro il nazi-fascismo l’autore, specializzato nello sforzo di rielaborare e aggiornare le figure e i motivi delle fiabe tradizionali, racconta le vicende di un paese dominato da secoli da un drago che opprime la libertà dei cittadini. Sarà l’arrivo di un moderno Lancillotto a salvare la vita della bella Elsa, destinata come vittima al mostro ma ciò contribuirà a svelare le forti responsabilità dei dominati nella loro acritica sottomissione al potere. Tra le varie peripezie e situazioni comiche dei personaggi gli Adulti ci invitano a riflettere sui temi attuali come il potere.

La settimana successiva è la volta del Laboratorio Senior, accompagnati dall’attenta guida dell’insegnante Alessandro Lori e di Francesca Ferrari Frizzi, che li hanno aiutati a portare in scena martedì 10 giugno alle 20.30 una farsa in 5 atti di Eugène Labiche “Un cappello di paglia di Firenze” del 1851. La commedia è uno dei tipici esempi dell’imbroglio alla francese, ovvero un insieme di situazioni in cui qualcuno è sempre in cerca di qualcosa che non riesce a trovare se non pochi attimi prima che finisca lo spettacolo. In questo caso, la vicenda – come è comprensibile fin dal titolo – ruota intorno ad un cappello di paglia di fattura italiana. I membri del gruppo, impengnatisi a fondo nella realizzazione, hanno saputo regalare una serata di allegria agli spettatori e a confermare la valenza sociale dell’aggregazione teatrale, costruendo uno spazio dove esprimersi e ritrovarsi.

Gli ultimi a portare in scena i frutti del lavoro di un intero anno sono i ragazzi del Laboratorio Giovani che sabato 5 e domenica 6 luglio alle 21.00 fanno rivivere un classico senza tempo con “Le avventure di Pinocchio”. Tutti conoscono il capolavoro di Collodi e le marachelle della marionetta più famosa del mondo e il laboratorio Giovani riesce a portare sul palco una storia che apparentemente è rivolta ai bambini ma che in realtà offre numerosi spunti di riflessione anche agli adulti o agli anziani. Ispirandosi alle suggestioni dello sceneggiato di Comencini in una immaginaria toscana di fine ottocento si muovono i famosi personaggi: il falegname Geppetto, l’amabile fata Turchina, il temibile ma buono burattinaio Mangiafoco, gli astuti Gatto e Volpe, lo svogliato Lucignolo, il saggio Grillo Parlante e via via tutti quelli che il burattino incontra sulla sua strada alla ricerca bel babbo e della sua “redenzione”: da semplice pezzo di legno a bambino in carne ed ossa. Tra trovate esilaranti, battute colme di antica saggezza popolare e balli si snoda la vicenda nota a tutti e a tutti cara che culmina nel premio finale dell’ormai buon Pinocchio.

Concluso brillantemente anche questo secondo anno e visti i risultati il pubblico dell’auditorium non si può che aspettare ancora di più per il prossimo anno dai laboratori teatrali e dai suoi membri e parrocchiani pronti a mettersi in gioco e a utilizzare l’arte come mezzo di divertimento e di riflessione.

Di seguito alcune foto: