Il 22 gennaio 2026 ha guidato il V incontro della Scuola della Parola sul tema della Pace il nostro parrocchiano, prof. Stefano Marchionni (animatore del Gruppo Universitari e docente di filosofia all’Istituto Superiore Torricelli e presso la Pontificia Università Gregoriana). La parola “pace” è subito presentata come parola antica e al tempo stesso attualissima, come evidenziano i continui appelli di Papa Leone XIV, in un mondo che grida un bisogno fortissimo di pace. Pace: parola che abita le pagine della scrittura, Antico e Nuovo Testamento. Già il profeta Isaia attribuisce al Messia, tra gli altri attributi, quello di “Principe della Pace” (Is 9,5) e ancora la poetica espressione: “Come sono belli sui monti i piedi del Messaggero che annuncia la pace” (Is 52,7). Questa attesa messianica è attesa di tutta l’umanità, è attesa per il nostro tempo, è la nostra attesa. Nel vangelo di Luca, Zaccaria gioisce per Gesù, che viene “per dirigere i nostri passi sulla via della Pace” (Lc 1,79) e alla sua nascita gli Angeli cantano “Gloria a Dio nell’Alto dei Cieli e sulla terra Pace agli uomini che Egli ama” (Lc 2,14), in questo Amore, la nostra pace.
La parola ‘pace’ è sempre sulla bocca di Gesù, le sue opere sono opere di pace. “Va’ in pace” ripete quando benefica e quando rimette i peccati. Siamo invitati a riflettere su questo “va’” che è un andare, muoversi, che ci chiama ad una pace attiva e dinamica, ci fa alzare, ci mette in cammino. Gesù che entra nella Storia inizia un nuovo tempo di pace, la Pasqua è sorgente di pace e per questo il segno portato all’altare stasera è un ramo di ulivo. E ancora Gesù ci dice: “ Vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come la dà il mondo io la do a voi”(Gv 14,27).
La via della Pace è un cammino possibile se sostenuti da Lui. “Pace” più volte ripete agli apostoli dopo la Resurrezione (Gv 20,19). È la pace che Gesù ci dona nell’Amore del Padre e tra noi e che per noi come per gli Apostoli diventa un mandato. Gesù ci invita a seguirlo e imitarlo nell’annunciare la pace, viverla donarla. Invito ad essere artigiani di pace non dopo Gesù, al posto di Gesù, ma con Gesù. Andate insieme a me per essere “ beati gli operatori di pace”, pace che è pienezza di vita, gioia nello Spirito Santo (Rm 14,17). E in conclusione il richiamo alla Preghiera semplice di san Francesco ”Dio, fammi strumento della tua Pace” ha riecheggiano nel cuore di tutti.
Il 12 febbraio 2026 si è svolto il VI incontro della Scuola della Parola, che ci ha fatto riflettere sul tema del Discernimento, guidati dalle preziose parole di Padre Gaetano Piccolo (Decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Gregoriana). Grazie alla riflessione su diversi brani della Sacra Scrittura, tra cui il grano e la zizzania, il martirio di Giovanni Battista e la parabola dell’uomo ricco, è stato sottolineato che il discernimento non ha a che fare solo con la scelta, ma è soprattutto prendere consapevolezza di ciò che Dio sta muovendo dentro di noi.
Attraverso le parole di Sant’Ignazio, Padre Piccolo ci ha ricordato che il discernimento, servendo a mettere ordine nella nostra vita, deve avere come fine ultimo il “lodare, servire e riverire Dio” (Principio e Fondamento, 23) e questo può accadere solo attraverso la preghiera, luogo privilegiato per vivere la nostra personale relazione con Dio.
Di seguito alcune foto e le due videoregistrazioni degli incontri:







