Il 27 febbraio si è svolto nell’Auditorium Angelo Brizi la serata- incontro del Cineforum dedicato ai grandi registi italiani  e ha proposto un momento particolarmente intenso con la proiezione di Familia, diretto da Francesco Costabile, inserito nel percorso del Progetto Persona per il tema della violenza in famiglia.
La scelta di proporre questo film nasce dal desiderio di affrontare con coraggio e consapevolezza una realtà purtroppo ancora attuale: la violenza domestica, nelle sue forme più evidenti ma anche in quelle più sottili e psicologiche. Proprio su questo aspetto si è soffermato il regista nel suo videomessaggio di saluto inviato per l’occasione. Costabile ha raccontato come il tema gli sia sempre stato a cuore e di quanto fosse per lui fondamentale mostrare non solo i fatti, ma soprattutto le ferite interiori, le dinamiche psicologiche e le conseguenze profonde che la violenza lascia nei legami familiari.
Dopo la visione del film è seguito un dibattito molto partecipato, in particolare dai ragazzi presenti in sala. A rendere il confronto ancora più ricco sono stati gli interventi degli attori Francesco Gheghi e Barbara Ronchi, che hanno condiviso il loro percorso di preparazione ai ruoli, le emozioni vissute sul set e le motivazioni personali che li hanno spinti ad aderire a un progetto così delicato. Entrambi hanno raccontato il lavoro di approfondimento psicologico necessario per restituire autenticità ai personaggi e la responsabilità sentita nel dare voce a storie tanto complesse.
Un saluto a sorpresa è arrivato anche da Francesco Di Leva, che ha inviato una clip per esprimere la sua vicinanza all’iniziativa e l’importanza di continuare a parlare di questi temi, soprattutto con le nuove generazioni.
Il vicepresidente di Medusa Film, Giampaolo Letta, ha poi raccontato l’incontro con Luigi Celeste, la cui storia vera ha ispirato il film, soffermandosi sul suo percorso di redenzione maturato in carcere e sulla forza di una trasformazione possibile anche dopo esperienze di grande sofferenza e violenza.
A chiudere il confronto è stato l’intervento di don Andrea, che rivolgendosi soprattutto ai ragazzi, ha sottolineato come la violenza familiare non appartenga solo a contesti degradati o marginali, ma possa manifestarsi in qualsiasi ambiente sociale. Un richiamo importante alla responsabilità collettiva e alla necessità di non voltarsi dall’altra parte.
Serate come questa dimostrano quanto il cinema possa diventare uno strumento prezioso di approfondimento e informazione: non solo intrattenimento, ma occasione concreta per interrogarsi, crescere e sviluppare uno sguardo più consapevole su tematiche delicate che riguardano tutti.

Di seguito alcune foto e la video-registrazione dell’incontro: