Riportiamo le riflessioni e le sensazioni di una pellegrina, Isabella, al termine del Pellegrinaggio:

Ieri, domenica 21 giugno, pasto veloce in albergo e di corsa sul pullman che da Lourdes carica il bagaglio e tutto il nostro gruppo, di ben cento pellegrini di San Pio X, per condurci all’aeroporto di Bordeaux.
Stavo rientrando … mentre guardavo al volo dal finestrino il paesaggio verde che si allontanava velocemente, come il fiume Gave che per un tratto ci ha seguiti. In un batter d’occhio io, noi, ci saremmo ritrovati lontano dalla Grotta, dall’Esplanade, dalla Cripta … insomma era iniziato il count down. “Donna di poca fede” sono stata, perché all’improvviso Viviana e Matteo hanno intonato l’Ave Maria di Lourdes. Una melodia tanto nota quanto per me toccante. Dopo il primo ritornello “Ave! Ave! Ave Maria!”, come mi capita sempre, la mia voce si rompe perché si commuove, ormai lo so! , e continuo a cantare con il cuore.
Sensazioni fugaci, irrazionali che mi portano immediatamente a rimeditare tra me e me questi quattro giorni di pellegrinaggio, trascorsi tanto rapidi quanto intensi, che ti senti quasi soffocare, di luce però. Don Mattew ci chiede di spendere insieme il tempo che ci separa dall’aeroporto con una condivisione di “sintesi” di ciò che abbiamo vissuto fino a quel momento. Don Andrea è sull’altro pullman ma sta procedendo nella stessa direzione spirituale. L’incipit è la sua domanda, ineludibile per ciascuno: “cosa riporti a casa da questa esperienza di Lourdes?”. Non si può fuggire, la risposta, qualunque essa sia è d’obbligo. Non per Mattew, ma per noi stessi.
Molti dei partecipanti, forse più della metà, era la prima volta che si recavano a Lourdes. Un bellissimo gruppo di credenti, una comunità “piena”, ognuno con percorsi e modalità di approccio di fede differenti, ma con ben chiaro quello cui dobbiamo tendere: il dialogo e l’abbandono in Cristo. E Maria? Molti lo hanno scoperto proprio a Lourdes …
Chi scrive non è una veterana di Lourdes, ma è stato il mio ottavo pellegrinaggio, questo del 2026. Mi era sembrato di tornare a casa dopo un po’ di tempo che mancavo … e mi sono incuriosita ad ascoltare i miei compagni di cammino e a condividere tante sensazioni, tra stupore, gioia, commozione, che mano a mano sgorgavano letteralmente dagli interventi di ognuno … questo è stato il mio primo impatto. Come l’acqua scavata da Bernadette per desiderio della Vergine presso la grotta di Massabielle. Le nostre anime abbandonavano il timore, la ritrosia e finalmente libere parlavano un linguaggio dello spirito, ripeto con sensibilità, acume o desideri differenti, ma con un unico comune denominatore: la scoperta o la riscoperta della Vergine non solo nella sua natura di “creatura generata” come noi, ma soprattutto come primo tassello che ci fa comprendere il Mistero. Quella Vergine pregata tanto ai piedi della Grotta, cui abbiamo affidato le nostre pene e tutte quelle che chi non era con noi ci ha consegnato per chiedere la sua intercessione. Che abbiamo ringraziato, perché tanto ci è stato dato. Quella Signora dal manto bianco, ornato da una fascia azzurra che ci ha indicato, attraverso Bernadette, che la via per la salvezza, cioè per arrivare al Figlio, amarlo e sentirci amati, passa attraverso la sofferenza e che, se vissuta con il suo abbraccio, diventa gioia. Tutto molto difficile da digerire se solo letto o “praticato”. La sensazione di tutti: un bagno di spiritualità senza uguali. Le guarigioni dichiarate con le caratteristiche del miracolo, sono poco più di 70 dopo più di 150 anni dalla prima apparizione dell’11 febbraio 1858, mentre milioni di persone si sono avvicendate in questo Santuario speciale.
Ma il vero miracolo, che quotidianamente la Vergine permette si ripeta, è la rivoluzione che avviene in noi stessi dal primo incontro presso quella Grotta, che l’Immacolata Concezione ha scelto per rivelarsi tale. Più profonda? Meno profonda? Non ha importanza. Può succedere che una volta a casa serbiamo solo un bel ricordo, che scema nel tempo. Ci sta. A molti è capitato. Ma la maggior parte, quella che si interroga e che ha forse anche pianto durante l’Adorazione eucaristica, o alla Grotta in ginocchio davanti alla Signora, quella maggior parte ha ricevuto un seme prezioso. Deve con pazienza aspettare i suoi germogli. Arriveranno e belli. Bisogna saper coglierli al momento giusto e ascoltare con umiltà quello che Gesù vuole da noi, senza porre condizioni. Maria ha risposto sì con un semplice “Fiat” al Signore.
Quello che ho maturato in tanti anni e nei miei ritorni alla Grotta è la potenza di Maria, donna della preghiera, dell’ascolto e donna della consolazione. Rafforzare la propria fede affidandosi a Gesù, significa soprattutto chiedere sempre e comunque l’aiuto di Maria che ci ama come una madre e non ci abbandona. Si prega il Figlio avvolti dall’abbraccio della Madre. Per questo motivo prima o poi a Lourdes si torna. Lourdes diviene così un’attitudine del tuo spirito. Alla preghiera, alla contemplazione del creato. E la Signora lo sa.

DIARIO DEL PELLEGRINO (giorno per giorno)  (cliccare per scaricare il file pdf)

Di seguito una cartella con tantissime foto e due video (il primo è una  playlist con tutte le catechesi e omelia delle Messe e il secondo è il Santo Rosario recitato davanti alla Grotta di Lourdes il 20 giugno):

Cartella  foto: https://photos.app.goo.gl/3jdfLL8B1chbJqzPA  (cliccare per aprire la cartella e vedere le foto)