GIOVEDI’ DELLA I SETTIMANA

GIOVEDI’ DELLA I SETTIMANA

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti» (Mt 7, 7-12).

Gesù, dopo averci donato il Padre nostro, torna a mettere l’accento sull’immensa bontà paterna di Dio e ci toglie ogni dubbio sull’efficacia della preghiera. Quando chiediamo, Lui ascolta; se lo cerchiamo, lo troviamo lì ad attenderci; quando bussiamo, non troveremo mai la porta della Sua casa sbarrata. Con questo però non dobbiamo pensare che l’insistenza serva ad estorcere a Dio tutto ciò che vogliamo: quel che chiediamo, spesso e volentieri, non è quello di cui abbiamo veramente bisogno. Gesù non vuole che cadiamo nella tentazione di mettere alla prova Dio per farci esaudire ogni capriccio, e lo spiega chiaramente facendo l’esempio del genitore al quale non viene chiesto qualcosa di superfluo, ma dei beni necessari: pane e pesce.  Se noi, imperfetti come siamo, non sappiamo negare qualcosa ad un figlio che si affida totalmente, potrà Dio nella sua infinità bontà chiuderci la porta in faccia?
Allo stesso modo, però, dobbiamo abbandonarci e riporre in Lui la nostra fede e seguire la regola d’oro che Gesù ci dona. Se chiediamo al Padre come figli, dobbiamo amare gli altri come fratelli. L’amore cristiano non è semplice comprensione verso i più deboli, è un servizio prestato anche a prezzo del nostro interesse, perché l’altro è una parte integrante del nostro essere. Non può essere qualcosa di statico: me ne sto fermo e buono così non faccio male a nessuno. L’imperativo “fatelo” richiede un’azione concreta e operosa, un fuoco che ogni giorno va alimentato.
Agnese Ortone

Data

Feb 25 2021
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