II DOMENICA DI QUARESIMA

II DOMENICA DI QUARESIMA

Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti (Mc 9,2-10).

Un dono di luce per continuare a camminare (per una strada che non ci piace)
La strada è quella che Gesù ha messo davanti ai suoi discepoli riluttanti: rimanere fedeli nell’amore, a costo di sofferenza, rifiuto e morte violenta. Non basta che Gesù ci prospetti la risurrezione dopo tre giorni e la salvezza. Perdere la vita ci ripugna. (Mc 8,31-35)
Ma Gesù non si limita a smentire i ragionamenti di Pietro e a rimetterlo al suo posto. Dopo sei giorni lo prende, con Giacomo e Giovanni, e gli regala un’esperienza di illuminazione. Gesù è il Figlio amato di Dio; attraverso il suo amore tenace ed eccedente, seppur rifiutato e calpestato, Dio stabilisce un’alleanza irreversibile con l’umanità, fonte di pace. Già l’insegnamento e la profezia del primo Testamento, impersonati da Mosè ed Elia, contenevano indizi di questa via imprevedibile dell’amore di Dio. L’amore crocifisso, scandaloso e stolto, a partire dalla trasfigurazione inizierà ad acquistare una luminosità, che lo rende per Pietro e i suoi compagni plausibile e alla fine attraente.
Gesù, che conosce anche la nostra resistenza, oggi viene incontro a noi per aprirci gli occhi.
Quindici anni fa visitai il Salvador. Erano passati molti anni da quando il vescovo di San Salvador, Oscar Romero, aveva parlato e agito con coraggio a favore del suo popolo, per ristabilire una pace fondata sulla verità e sulla giustizia. Ed era stato ucciso. Eppure ancora moltissime donne e uomini trovavano in lui una fonte di speranza e un motivo per continuare nell’impegno. Nella difficoltà c’era molta gioia. È stato per me un dono di luce per continuare a camminare.
Don Paolo Salvini
Parroco di San Fulgenzio

Data

Feb 28 2021
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