Martedì della I settimana

Martedì della I settimana

Dal Vangelo secondo Luca
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono» (Lc 10, 21-24).

Quando ho letto che Gesù “esultò di gioia”, non so perché, ma mi è venuta subito in mente l’esultanza dei tifosi allo stadio, dopo il goal segnato dalla propria squadra: grida, canti, balli e persino lacrime! Un tripudio di felicità.
Allora ho pensato: Gesù “in quella stessa ora”, cioè nel momento in cui scelgo di stare con Lui, esulta di gioia nello Spirito e lo esprime al Padre, perché è immensamente felice di stare con me. Quanto è bello essere attesi e voluti così…  A volte ci mettiamo in preghiera cercando la nostra pace, la nostra personale gioia. Forse non riflettiamo abbastanza sulla gioia che ha Dio nel vedere che ci siamo ricordati del suo amore e che abbiamo ritagliato del tempo per stare alla sua presenza, nonostante la nostra frenetica giornata. Magari, potessimo pregare sempre con questa consapevolezza …
 Gesù loda il Padre perché attraverso di Lui, le “cose” di Dio, cioè la sua vita intima, la sua amicizia, ci vengono donate. Per poterne godere, però, è necessario essere “piccoli”;  non credersi cioè onnipotenti, autosufficienti, pensando che, in fondo, anche senza Dio si possa vivere bene lo stesso …  Chi pensa e agisce così, non ha accesso a questo amore, perché ai sapienti e ai dotti, cioè a coloro che si credono “grandi” e che rivendicano la propria autonomia, Dio ha nascosto (in greco: criptato) il codice d’accesso per poter entrare nella sua vita intima. Ci vuole la chiave, per poter accedere e godere delle “cose” di Dio. La chiave della fede, donata ai piccoli che si affidano a Lui, e che ci fa esclamare con il giovane Beato Carlo Acutis: ‘Meno io per lasciare spazio a Dio’.
Simona Panico

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Dic 01 2020
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