MARTEDI’ DELLA II SETTIMANA

MARTEDI’ DELLA II SETTIMANA

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato» (Mt 23,1-12).

Perché leggere il Vangelo? Cosa ci spinge ad aprire questo libro e cosa ci trattiene dal non leggerlo? E’ una curiosità, un obbligo, un impegno o perchè è uno dei “tanti” fioretti quaresimali, una ricerca di risposte o la paura di non trovarle e quindi di rimanere delusi dal silenzio. Ci riempiamo di aspettative, ci sforziamo addirittura di manipolare ciò che è scritto per auto-consolarci per confermare il nostro modo di vivere, pretendendo che Dio ci dia quella determinata risposta. Il Vangelo è forse un codice da decifrare che spetti solo a determinati prescelti, saggi, creazioni di serie “A” che possano svelarne il metodo?
Ma Dio non viene forse benedetto perché rivela i misteri ai piccoli? Oggi Dio ci parla di Umiltà, questa è la strada! Noi vogliamo essere i “maestri” della “cattedra di Mosè” desiderosi a tutti i costi di esercitare il controllo della Parola nel farla nostra con un metodo fai da te, per paura di non riuscire a sentirLo o addirittura che ci possa sfiorare il pensiero che Dio si sia stancato di parlarci. Il Vangelo è “Parola di Dio”, dialogo vivo tra l’unico Maestro e i suoi alunni, ovvero noi fratelli, che possiamo decidere di stare nella condizione di sentire il bisogno di imparare e di accettare che le vie del Signore sovrastino le nostre. Perché “ chi si abbasserà (chi accetterà di essere studente alla cattedra di Dio) verrà innalzato”.
Stefano

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Mar 02 2021
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