Spesso la presentazione di un libro è soprattutto l’occasione per approfondire temi centrali nella vita di ciascuno di noi, anche dei più giovani.
Certamente questo è il caso di “Pensare la sanità” (pubblicato dalla casa editrice Studium), scritto a quattro mani dal prof. Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale; e dal prof. Stefano Zamagni.
Il 14 ottobre l’Auditorium di San Pio X, nell’ambito dei Martedì Letterari, è stato la sede di un brillantissimo e al tempo stesso profondissimo confronto tra uno degli autori, il Prof. Antonini, e il prof. Antonio Gasbarrini, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Gemelli. Confronto ulteriormente alimentato dalle domande della giornalista del Tg 1 Micaela Palmieri.
Nel suo saluto il Parroco, Mons. Andrea Celli, ha ricordato come per la comunità parrocchiale la presentazione di questo libro è ancora più significativa tre giorni dopo l’inaugurazione della Casa della Speranza, con la benedizione dei locali da parte del Cardinale Vicario di Roma Baldo Reina. Un progetto concreto che il Parroco ha detto di ritrovare nello spirito delle pagine del libro del prof. Antonini, che ripercorre le radici culturali e costituzionali del diritto alla salute, unico diritto che la Costituzione all’articolo 32 definisce “fondamentale”. E alla Costituzione si ispirò la creazione del Sistema sanitario nazionale nel 1978 (grazie a Tina Anselmi, prima donna Ministro della storia repubblicana) frutto come scrive il prof. Antonini di una “visione politica coesa e lungimirante”, capace di assicurare prestazioni sanitarie di alta qualità con costi contenuti. Il Sistema sanitario nazionale italiano è ancora oggi considerato un modello d’eccellenza in tutto il mondo.
Ha sottolineato il Prof. Antonini: “Garantendo l’universalità e l’equità delle cure, nel corso dei decenni il Sistema sanitario nazionale ha contribuito in modo significativo a migliorare le condizioni di vita degli italiani. Davvero possiamo dire che l’universalità dell’assistenza sanitaria è un pilastro irrinunciabile della nostra democrazia”. Oggi, ha aggiunto il vicepresidente della Corte Costituzionale, quello sanitario è un sistema per molti e diversi motivi malato. Non è solo una questione di risorse economiche, peraltro aumentate negli ultimi anni. È soprattutto necessario e urgente rinnovare un “pensiero forte” in grado di guidarne il rilancio. E come terapia per la sanità malata, l’Autore suggerisce tra le altre cose il rafforzamento della medicina di prossimità.
E una delle tesi centrali che emerge dal libro – ripresa con toni appassionati e coinvolgenti dal Prof. Gasbarrini – è la necessità di tornare a una chiave umanistica della sanità, che riporti al centro del sistema non solo l’efficienza clinica, ma anche la necessaria dimensione umana in cui vivono tra l’altro la relazione tra medico e paziente, l’ascolto e la fiducia, per garantire dignità e rispetto al paziente e a chi soffre.
Di seguito alcune foto:







