Ogni fedele cristiano cattolico conosce la tradizione del versetto di Matteo “Su questa pietra..”. E probabilmente si è interrogato con curiosità sulla concreta ubicazione della sepoltura del pescatore di Galilea. Una domanda suggestiva e significativa considerato il valore religioso e storico legato al primato di Pietro.
Anche per questo, come ha sottolineato il Parroco di San Pio X don Andrea – durante l’incontro de’ “I Martedì Letterari”, svoltosi martedì 18 novembre -, è importante leggere il libro “La Tomba di Pietro” della giornalista Tiziana Lupi che sul palco dell‘Auditorium Angelo Brizi ha dialogato con la giornalista Stefania Falasca.
Il libro, ha spiegato la moderatrice Maria Lucia Saraceni, è un romanzo ben documentato e rispettoso della verità che racconta l’affascinante “caso archeologico”: vale a dire appunto il ritrovamento della tomba dell’apostolo al di sotto della Basilica di San Pietro, in asse con gli altari che si sono sovrapposti dall’età paleocristiana all’epoca barocca.
Tiziana Lupi ha messo al centro del suo libro-romanzo Margherita Guarducci: archeologa, epigrafista, studiosa instancabile e determinata che, dagli anni Cinquanta in poi, ha dedicato tempo e cura a questa straordinaria indagine. Una donna importante ma dimenticata. Di lei ha parlato con grande passione Stefania Falasca, che ha sottolineato il ruolo fondamentale di Pio XII, il primo Pontefice ad ordinare gli scavi sotto l’altare della Confessione. Falasca ha ricordato la sua intervista alla Guarducci nel 1989. In quell’occasione la Professoressa le raccontò di quando nel 1967 scese nella Necropoli vaticana accompagnando, per volere di Paolo VI, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora.
Il 26 giugno 1968 Papa Montini, due giorni prima della chiusura dell’Anno della Fede, annunciò alla Chiesa e al mondo l’autenticità attestata di quel ritrovamento.
Di seguito alcune foto e il video dell’incontro:


