C’è un filo che unisce i passi, intreccia le storie e rafforza la fede: è il cammino condiviso. E sabato 22 novembre 2025 questo filo si è fatto percorso, preghiera e festa per la comunità parrocchiale di San Pio X, che ha vissuto una nuova e intensa tappa del suo itinerario spirituale, dopo l’esperienza del pellegrinaggio a San Pietro dello scorso maggio.
A rispondere alla chiamata sono stati oltre 500 pellegrini: famiglie, giovani, adulti, anziani. Una comunità viva e variegata che ha scelto di mettersi in cammino per vivere – personalmente e insieme – il passaggio delle Porte Sante della Basilica di San Giovanni in Laterano e di San Paolo fuori le Mura.

La storia che parla: il Museo Lateranense.
La giornata si è aperta con la visita al Museo del Palazzo Lateranense. La guida ha saputo accompagnare i pellegrini attraverso secoli di storia, raccontando episodi, curiosità e aneddoti che hanno reso ancora più viva la conoscenza di un luogo che è stato cuore pulsante della Chiesa.
Sale, opere d’arte e ambienti carichi di memoria hanno permesso di respirare una storia che continua a parlare al presente.

Preghiera, canto e ascolto: nell’abside del Laterano, cuore del pellegrinaggio.
Il pellegrinaggio è stato costellato da momenti di preghiera intensa, canti e litanie che hanno accompagnato il cammino. Un passaggio particolarmente forte è stato vissuto nell’abside della Basilica di San Giovanni in Laterano, dove i pellegrini sono stati accolti dal Cardinal Vicario Baldo Reina, che ha offerto una meditazione sull’essere Chiesa in cammino ed essere Chiesa universale.

Verso San Paolo: una processione che diventa simbolo
Dal Laterano, il cammino è proseguito verso la Basilica di San Paolo fuori le Mura. Una lunga processione ha attraversato la Porta Santa, in un silenzio orante e in un canto che ha avvolto tutti, fino a culminare nella celebrazione della Santa Messa.
È stato un momento di grande unità, in cui il popolo in cammino si è riconosciuto convocato attorno all’Eucaristia.
E proprio in questo clima di ascolto e profondità si inserisce l’omelia del parroco, don Andrea, che ha voluto ardentemente questo pellegrinaggio e che ne ha illuminato il senso spirituale. Le sue parole hanno toccato corde profonde, accompagnando i fedeli a leggere il gesto del passaggio delle Porte Sante alla luce della propria vita.
Don Andrea ha ricordato che nella nostra esistenza si aprono molte porte:
le porte delle stanze buie, quelle del peccato, che spesso si spalancano su luoghi vuoti o disorientanti;
le porte della superficialità e del nichilismo, che non nutrono l’anima;
le porte abitate dalla paura, dal dolore, dai mostri del passato e del presente.
A queste, il pellegrinaggio ha contrapposto un gesto luminoso: “Noi oggi abbiamo passato la porta della speranza che non confonde, la porta della fede che è roccia, la porta dell’amore che dà senso profondo e intimo alla nostra vita”.
Il parroco ha invitato la comunità a lasciarsi rinnovare: “Questa porta della speranza ci spinge a una conversione continua, a un rinnovamento quotidiano che ci permette di comprendere quanto sia infinito l’amore di Dio per noi e quanto grande la sua misericordia”.
Ha ricordato anche la forza della preghiera, “intesa come dialogo aperto, di cuore con Gesù”, e la fecondità dei gesti di carità, espressione concreta dell’amore di Dio:“Quando siamo pieni di Dio, questo Dio non lo possiamo tenere per noi, ma dobbiamo donarlo generosamente agli altri”. Infine, ha lasciato alla comunità un mandato chiaro e appassionato: “Lasciamo allora che questo pellegrinaggio trasformi la nostra vita: diventiamo uomini e donne di misericordia e di riconciliazione, uomini e donne di speranza che seguono Cristo e fanno davvero la differenza. Portiamo a casa questa esperienza e continuiamo a viverla nelle nostre case, nel nostro quartiere, nelle nostre strade. Cerchiamo il bene di tutti”.

Una comunità che prepara, accompagna e guida.
Il pellegrinaggio ha richiesto una preparazione intensa e condivisa.
Tanti parrocchiani si sono messi generosamente a disposizione sia per la parte logistica, sia per la parte spirituale, coordinando l’organizzazione, i momenti di preghiera, i canti e l’accoglienza. Il presbiterio della parrocchia ha saputo guidare un percorso che ha coinvolto centinaia di persone: una presenza salda, un riferimento costante, un sostegno prezioso lungo tutto il cammino.

Un capitolo che apre nuovi passi.
Ritorniamo alle nostre case con un passo diverso, più leggero e più forte allo stesso tempo, portando con noi ciò che abbiamo vissuto. Pronti a continuare il pellegrinaggio quotidiano — quello delle relazioni, del lavoro, delle fatiche e delle gioie — con lo sguardo fisso su Cristo, che guida ogni cammino e apre ogni porta.

Di seguito alcune foto, la video-registrazione della santa Messa e il video con gli highlights del pellegrinaggio: