Il Robert Prevost privato, il Leone XIV pubblico. C’è tutto questo nel libro “Leone XIV. Chi dite che io sia? Sono un figlio di Agostino” presentato martedì 20 gennaio nell’Auditorium Angelo Brizi di San Pio X. Sul palco gli autori: Padre Giuseppe Pagano, Priore della comunità agostiniana di Santo Spirito a Firenze, amico di una vita dell’attuale Pontefice; Ignazio Ingrao, vaticanista del Tg1. In dialogo con loro Tiziana Campisi, giornalista di Radio Vaticana-Vatican News, grande conoscitrice del mondo agostiniano.
Il libro di Ingrao e Padre Pagano, ha detto don Andrea nel saluto iniziale, è prezioso perché si muove su più fronti e ci fa capire e intuire molti scenari. Rispetto a quelli di Papa Francesco, i gesti e le parole di Papa Leone sono certamente nel segno della continuità, ma tengono conto anche di una personalità e di percorsi diversi. D’altra parte questa diversità è una autentica ricchezza per la Chiesa.
Ingrao racconta l‘eredità che Papa Francesco ha lasciato a Papa Leone. Ad esempio il magistero sulla pace, sull’ambiente, sull’intelligenza artificiale. E di come l’attuale Pontefice stia declinando questi temi. Sulla pace ad esempio che deve essere “disarmata e disarmante”: aggettivi che sono la stella polare di ogni suo intervento sui grandi conflitti attuali: da Gaza all’Ucraina, passando per il dimenticato Sudan.
Americano di Chicago, missionario in Perù, Priore generale dell’Ordina agostiniano, infine apprezzato Prefetto del Dicastero per i vescovi. La biografia di Robert Prevost ha colpito i Cardinali elettori del Conclave dello scorso maggio. Una storia personale che lo ha portato a prendere il nome di Leone, in omaggio a Leone XIII, Papa Pecci, che nel 1891 con la sua enciclica “Rerum Novarum” pose le basi della dottrina sociale della Chiesa.
E’ una biografia, quella di Papa Prevost, che possiamo approfondire nel ritratto inedito, sorprendente e profondamente umano che ci restituiscono le pagine scritte da padre Pagano, legato a “Padre Bob” come lo ha sempre chiamato da oltre quarant’anni di amicizia e cammino spirituale, iniziato al Collegio internazionale di Santa Monica a Roma. Dal racconto di Padre Giuseppe emerge la dimensione conviviale di questo Papa; e soprattutto il suo tratto distintivo: la capacità di unire, di fare un passo indietro per il bene comune. Caratteristiche di cui il mondo, non solo la Chiesa, oggi ha un particolare bisogno.
Di seguito alcune foto e il video della presentazione:



