Lo scorso 19 aprile 2026 è stato rappresentato nell’Auditorium San Pio X “Angelo Brizi”, il Musical “VI RACCONTERO’ UNA VECCHIA FAVOLA…” del Gruppo Amico Odv.  Il Musical, che prende spunto dalla favola di Pinocchio, ragazzo fragile, che incontra varie situazioni nel corso della sua vita, offrendo la rappresentazione di quello che una persona con difficoltà può a volte affrontare. L’opera originale è scritta e musicata da Stefano Patassini, Presidente del Gruppo Amico Odv, che da 36 anni accoglie nella nostra Parrocchia le persone fragili ed i loro familiari, proponendo un percorso di vita fatto di incontri e iniziative, che culmina in una villeggiatura estiva per i soci della Associazione (persone fragili, svantaggiate e anziane), preziosa occasione di svago, amicizia e inclusione. Intende dimostrare che la vita può essere un luogo di amore e di pace anche nei limiti di un’umanità imperfetta, vivendo l’amicizia di tutti, nessuno escluso, eliminando le “barriere architettoniche” fisiche e mentali e sperimentando anche quanto l’handicap offra in termini di generosità, intelligenza ed ironia.
Lo spettacolo valorizza ogni singola diversità, che diviene arricchimento per tutti . Sul palco, come nelle attività durante l’anno, non si fanno differenze tra “assistenti” ed “assistiti” ma si presentano i personaggi-metafora di situazioni in cui Pinocchio si imbatte.  I dialoghi di Mangiafuoco e Pulcinella introducono il Gatto e la Volpe, che approfittano della sua fragilità per estorcere denaro, promettendo assistenza sociale; il Grillo, simbolo della scuola e della ragione, la Fata Turchina, medico psichiatra, che illude Pinocchio, dandogli medicine, quale soluzione dei suoi affanni; i Medici, Corvo e Civetta, dottori della scienza, che catalogano il ragazzo come disabile, condannandolo in un ruolo fisso per la società dei «normodotati»; le Faine, le cooperative che fiutano l’affare per guadagnare alle spalle della disabilità di Pinocchio; la solitudine del nostro burattino che soffre ogni giorno a causa della sua diversità; il Colombo, come sogno di dissolvenza e desiderio di «volare alto» sulle fatiche della vita; le Api Industriose, che, all’accorgersi della non efficienza di Pinocchio, lo cacciano via perché’ “non produttivo”, su un’idea di società basata solo sull’utilita e sul guadagno; il Pescatore Verde, come certi programmi televisivi, che “pescano” e sfruttano storie dolorose per fare audience in TV; il Paese dei Balocchi e il Circo, luoghi di confino e di esilio, mascherati da divertimento, che annullano la persona, rendendola stupida e «ghettizzandola» per la sua non efficienza; la Balena, la depressione che puo’ inghiottire chi si sente solo.
Tra le novità di questa edizione: la conferma dei giovani volontari sul palcoscenico, spesso figli dei volontari “storici”, e le splendide scenografie, frutto del lavoro del Laboratorio di disegno.
E il messaggio è arrivato diretto a tutti gli spettatori: crediamo in una società che accolga, includa e valorizzi, perché nessuno sia «un’isola» a motivo di una sua fragilità.

Di seguito alcune foto: