Nell’incontro della Scuola della Parola svoltosi giovedì 16 aprile, abbiamo approfondito il tema della Relazione, guidati dalla Prof.ssa suor Charlotte Obeid, che ci ha aiutato a vedere nella Bibbia lo specchio dell’esistenza umana e a trasformarla in parola viva. Le relazioni su cui abbiamo meditato sono state quella di Caino ed Abele, e di Giuseppe ed i suoi fratelli. Caino arriva come un’aggiunta dopo il fratello Abele, non si sente accolto, si sente diverso, prova invidia ed il fratello diventa il nemico, ma invece di parlare, di mettersi in relazione utilizza il linguaggio della violenza.
Anche la storia di Giuseppe venduto dai fratelli è una storia di invidia e di silenzi dei fratelli davanti alla predilizione del padre Giacobbe verso il figlio avuto in vecchiaia, silenzi che portano alla violenza. In questo caso, però, Il fattore tempo aiuta i fratelli nella riflessione e li apre alla relazione che porterà, anni dopo, a ricostruire il rapporto con Giuseppe ed al perdono.
Sr. Charlotte ci ha fatto anche riflettere su Gesù, Verbo fatto carne, che si mette in relazione con l’uomo, che si dona totalmente e ci insegna ad essere fratelli. Lui è il modello da imitare. Dobbiamo comprendere la priorità della relazione con l’altro, l’importanza di parlare con il fratello, non accumulando mai invidia o odio, perdonando e, se necessario, correggendo fraternamente. Infine, Sr. Charlotte ci ha sottolineato l’importanza della relazione con Dio che ci aiuta ad aprire le nostre relazioni, ci aiuta a perdonare e a dare la vita per l’altro.
Giovedì 8 maggio si è svolto un nuovo appuntamento della “Scuola della Parola” che ha visto relatore ospite il dott. Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano. Al centro dell’incontro il tema della “Libertà”, affrontato non come concetto astratto, ma come esperienza concreta e profondamente umana. Monda ha invitato i presenti a riflettere sulla vita come una storia in movimento: “non una foto, ma un film”, dentro una corrente che non possiamo dominare completamente, ma nella quale siamo chiamati a scegliere e a metterci in gioco. Particolarmente significativo il passaggio sulla distinzione tra libertà “da” e libertà “di” o “per”. Se la prima richiama il desiderio di non avere costrizioni o padroni, la seconda riguarda invece la creatività, la responsabilità e la capacità di donarsi. “Liberati per servire” è stata una delle espressioni chiave dell’incontro, insieme alla consapevolezza che la vera libertà non coincide semplicemente con la possibilità di scegliere. Nel dialogo con i giovani il dott. Monda ha ricordato, sulla base della sua esperienza personale, che è importante sottolineare l’idea che l’appartenenza e le relazioni non limitano la libertà, ma possono renderla autentica: essere figli, sentirsi accolti e vivere responsabilmente i rapporti con gli altri apre infatti a una libertà più piena. Un incontro intenso e ricco di spunti, concluso con una provocazione finale: per guarire davvero, bisogna essere disposti a cambiare.
Di seguito alcune foto:





